LA LUNGHEZZA FOCALE (DI UN OBIETTIVO)


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Uno dei vantaggi di una reflex è che puoi sfruttare la vasta gamma di obiettivi disponibili per scegliere quello più adatto alla situazione che hai di fronte; in questa scelta è fondamentale considerare per prima cosa la lunghezza focale dell’obiettivo stesso, poiché ad essa sono legate molte importanti variabili.

Ma di che cosa si tratta esattamente?

Lunghezza focale di un obiettivo

Senza addentrarci in inutili tecnicismi sui sistemi ottici, le prime 3 cose da sapere sulla lunghezza focale di un obiettivo sono che:

  • fisicamente, è la distanza fra il centro ottico dell’obiettivo e il piano di messa a fuoco (cioè il sensore). Per questo si chiama anche distanza focale.
  • si misura in millimetri
  • è una caratteristica intrinseca dell’obiettivo in questione, e la trovi sempre indicata sull’esterno

A seconda della lunghezza focale poi, si individuano 3 categorie principali di obiettivi:

  • normali, cioè con distanza focale intorno ai 50mm: si chiamano “normali” proprio perché offrono un angolo di campo quasi equivalente a quello effettivo dei tuoi occhi. Vedono, insomma, come vedono i tuoi occhi.
  • grandangolari: cioè con lunghezze focali inferiori ai 35mm. Rendono i soggetti fotografati più piccoli, e consentono di ampliare l’angolo di campo, cioè la visuale. Sono quindi ottimi per i paesaggi.
  • teleobiettivi: sono gli obiettivi con lunghezze focali superiori ai 70mm. Rendono i soggetti fotografati più grandi, e restringono l’angolo di campo, cioè la visuale. Sono perfetti per i ritratti ravvicinati e per fotografie sportive e naturalistiche.

Infine, un obiettivo può avere

  • Una unica lunghezza focale, e in questo caso si chiama “ottica fissa
  • Lunghezza focale variabile, e in questo caso si chiama “zoom

Ogni lunghezza focale, come abbiamo visto sopra, ha un effetto su una grandezza che si chiama angolo di campo. E che è molto utile per spiegare il funzionamento delle differenti focali.

Lunghezza focale e angolo di campo

L’ “angolo di campo” è ciò che puoi vedere attraverso il mirino con quell’obiettivo montato. Nella grafica qui sotto, sono ben rappresentate le stesse situazioni di cui abbiamo parlato sopra:

  • Maggiore è la lunghezza focale (teleobiettivo), minore è il tuo angolo di campo. E più grande è il soggetto che appare nel fotogramma.
  • Minore è la lunghezza focale (obiettivi grandangolari),  maggiore è l’angolo di campo. E  più piccoli appariranno i soggetti inquadrati.
  • Per lunghezze focali normali (obiettivi standard), intorno cioè ai 50 mm, l’angolo di campo è invece simile a quello dell’occhio umano. Cioè intorno ai 45 gradi (visione monoculare)

lunghezza focale e angolo di campo

Guarda l’immagine: mano a mano che aumenta la lunghezza focale si restringe l’angolo di campo


A seconda dunque del tipo di foto che devi fare, converrà scegliere una lunghezza focale differente.

Nel farlo però, devi tenere conto di un terzo elemento: la dimensione del sensore su cui viene catturata l’immagine.

Lunghezza focale, angolo di campo e sensore

Prima dell’avvento delle reflex digitali, il sensore era costituito dalla pellicola fotografica, che tipicamente aveva un formato da 35 mm per fotogramma.

Non tutte le reflex digitali però, per motivi economici e pratici, adottano questo formato standard. Soprattutto i modelli più commerciali utilizzano infatti un sensore più piccolo.


E se il sensore è più piccolo, succede che una parte cioè di quello che l’obiettivo vede viene sì convogliata dalla lenti verso il sensore, ma cade al di fuori di esso. Come se ritagliassimo il campo visivo davanti a noi.

Il risultato è che, quando il sensore è più piccolo, il soggetto che fotografiamo risulta più vicino e più grande.

Esattamente come se stessimo usando un obiettivo con distanza focale maggiore. 

Ma di quanto maggiore?

Ce lo dice il crop factor!

Lunghezza focale e crop factor

Il “crop factor” è in pratica un numero che indica di quanto devi moltiplicare il formato del sensore più piccolo per arrivare al formato standard.

Diversi tipi di reflex hanno diversi sensori, e quindi diversi crop factor (1,3; 1,6; 2; ect).

Per esempio, Nikon

  • per i modelli professionali utilizza i cosiddetti sensori “full frame”, cioè a formato standard da 35 mm. Quindi, il crop factor è 1.
  • per i modelli consumer (dalla D3100 alla D7100) utilizza invece sensori da circa 24 x 16mm, con crop factor quindi di 1,5 (e infatti 24mm *  1,5 fa 36 mm, cioè più o meno il formato standard).

Ora, cosa succede se metto un obiettivo con lunghezza focale da 50mm su una macchina fotografica che ha un sensore con crop factor di 1,5?

Succede che devo moltiplicare anche la lunghezza focale dell’obiettivo per 1,5! E quindi, anche se sto scattando con un obiettivo da 50mm, in realtà ho il risultato di un teleobiettivo da 75mm (50×1,5=75).

Quindi, anche se come abbiamo detto all’inizio, la lunghezza focale è una caratteristica intrinseca di ogni obiettivo, le dimensioni del sensore possono di fatto influenzarne il risultato.

Vediamo adesso come quello che abbiamo visto finora incide sulle tue scelte fotografiche.

Lunghezza focale: conseguenze sullo scatto

Le caratteristiche delle differenti lunghezze focali influenzano il tuo modo di fotografare. Per esempio:

Quando la lunghezza focale è minore, come nei grandangolari:

  • l’obiettivo è in genere più luminoso (perché più facile  costruirlo con diaframmi molto ampi), e puoi permetterti tempi di scatto molto più rapidi
  • sei in grado di inquadrare scene molto più ampie
  • hai maggiore profondità di campo, e quindi ciò che sei in grado contemporaneamente di mettere a fuoco è molto maggiore
  • sei in grado di dare grande nitidezza allo sfondo
  • hai fenomeni di distorsione ottica dell’immagine (spesso desiderati, alcune volte meno) dovuti ad esaltazione della prospettiva

Quando la lunghezza focale è maggiore, come nei teleobiettivi:

  • l’obiettivo è in genere meno luminoso (è più difficile costruirlo con diaframmi ampi) , e sei costretto a tempi di scatto più lunghi, con maggior rischio di micromosso.
  • sei in grado di inquadrare dettagli anche molto lontani (ideale dunque per le foto sportive o il fotosafari)
  • hai poca profondità di campo, e quindi la messa a fuoco è più difficile (ma permette per esempio di sfocare lo sfondo nei ritratti, facendo risaltare il soggetto)
  • hai fenomeni di distorsione ottica dovuti all’appiattimento della prospettiva (col teleobiettivo cioè, i soggetti nella foto “si avvicinano” fra di loro)

In tutti i casi, se il sensore non è standard, dovrai tenere conto del crop factor. Che potenzierà l’effetto dei teleobbiettivi (per esempio, rendendo un obiettivo 200mm performante come un 300!), ma ridurrà le prestazioni dei grandangolari (proprio perché li rende meno grandangolari).

Obiettivi a lunghezza focale fissa e Zoom

In ultimo, un chiarimento utile per i principianti, che tendono a identificare lo zoom con il teleobiettivo.

Come anticipato ad inizio articolo, ci sono obiettivi che possono offrire una unica lunghezza focale, e si chiamano ottiche fisse.

E ci sono obiettivi che possono offrire più lunghezze focali, e sono chiamati “zoom”.

Gli obiettivi zoom sono molto popolari perché molto pratici: se l’inquadratura non ti piace, invece di spostarti avanti e indietro, o cambiare con un’ altra focale fissa, ti basta ruotare il polso.

Certo, l’effetto non è esattamente lo stesso; ma la disquisizione in proposito è troppo lunga per trattarla in questo post.

Quello che mi preme invece, è marcare la differenza fra zoom e teleobiettivo.

Poiché infatti la maggior parte degli zoom raggiungono lunghezze focali molto grandi, si tende all’inizio ad assimilarli ai teleobiettivi.

Tuttavia esistono zoom che non sono tele. Un tipico esempio e l’obiettivo 18-55. E un altro un po’ più particolare è il 10-24mm f/3,5-4,5 , che è uno zoom ultra-grandangolare: va da 10mm, che è una focale grandangolare estrema, a 24mm, che è un grandangolo standard.

Lunghezza focale e scelta delle ottiche: conclusioni

Per capire quale obiettivo utilizzare ci vuole tempo ed esperienza, sotto forma di migliaia di scatti.

Al di là degli aspetti tecnici che abbiamo discusso in questo articolo, e che ti invito a verificare sul campo con delle prove, ci sono secondo me tre concetti fondamentali da focalizzare sulla lunghezza focale:

  • Non ne esiste una  in assoluto” ideale”.
  • Non va mai scelta a caso
  • Non è certamente l’unico parametro da tenere in considerazione quando scegli un obiettivo

Ogni obiettivo infatti, a seconda della situazioni, ha i suoi pro e i suoi contro. Imparare a bilanciarli e a scegliere è il primo passo del mestiere/passione del fotografo.

Se vuoi comunque alcune regole di base da cui partire nella tua scelta, rispetto ai genere fotografici principali tieni presente che:

  • Nella fotografia di paesaggio, di solito si utilizzano focali grandangolari, perché hanno maggior angolo di campo e quindi puoi inserire porzioni molto più ampie del paesaggio
  • Anche nella street photography si tende ad avere ottiche corte, al massimo 50 mm, ma spesso molto meno. Sono più leggere  e luminose, e costringono ad andare vicino al soggetto.
  • Nel ritratto si tende a stare intorno agli 80 mm (+/-20 mm).  Se vai troppo oltre, avrai distorsioni del volto dovute allo schiacciamento della prospettiva. Se invece scendi troppo rispetto agli 80 mm, avrai distorsioni di segno opposto.
  • Nella fotografia di viaggio è particolarmente utile avere dei buoni zoom, con ampia escursione focale (grandangolo/tele). Questo permette di viaggiare più leggeri ed essere più rapidi, a spese di un po’ di qualità dell’immagine.
  • Nella fotografia sportiva e wildlife è spesso indispensabile avere focali molto lunghe, stante la distanza dei soggetti. E poiché i soggetti in questo caso si muovono anche velocemente, dovrai avere focali con diaframmi molto aperti. Focale lunga + diaframma molto aperto = obiettivo molto costoso!

Come dicevo però, queste sono solo regole di base: una volta che avrai messo a punto i tuoi workflow e avrai capito che tipo di effetti creativi puoi ottenere nelle diverse situazioni, ti capiterà di usare con successo lunghezze focali non caratteristiche, ottenendo risultati interessanti.